MIRRORS

Spettacolo di danza contemporanea

 

 Una performance artistica multidisciplinare in cui danza contemporanea, video arte, musica, voce, disegno luci, tessono un dialogo che connette l’Italia all’Africa e l’Africa all’Italia​.

Mirrors parte infatti dal nostro paese, l’Italia.

Un paese che potrebbe essere dipinto come un piccolo continente, date le tante regioni e i campanili, e si proietta in Africa, un continente vero e proprio.

Entità complesse, entrambe difficilmente racchiudibili in pochi concetti; contraddistinte da un mosaico di culture e tradizioni che si riflettono, si incontrano e si scontrano, si contaminano a vicenda, esaltando la ricchezza che le caratterizza.

Lo spettacolo, culmine delle varie anime di Mirrors, è scandito da quattro capitoli: Nascita, Incontro, Origine, Contaminazione.

 

Ognuna di queste finestre offre alla vista e all’ascolto paesaggi eterogenei, in cui identità diverse tra loro abitano lo spaesamento originario e rivelano, traccia dopo traccia, appartenenze e aspirazioni, in una sorta di canto alle origini, interpretato secondo contributi personali unici.

mirrors_by_griotmag_1.jpg
mirrors_by_griotmag_1.jpg
Mirrors_triangle 2.PNG
Mirrors_triangle 2.PNG
Mirrors_video tulle.PNG
Mirrors_video tulle.PNG
Mirrors triangle.jpg
Mirrors triangle.jpg
Mirrors ROberto.PNG
Mirrors ROberto.PNG
MIrrors 1.jpg
MIrrors 1.jpg
Mirrors_hands tulle.PNG
Mirrors_hands tulle.PNG
Mirrors team.jpg
Mirrors team.jpg
Mirrors tour.PNG
Mirrors tour.PNG

Crew

 

Ideazione + Direzione Artistica | Johanne Affricot


Coreografia | Irene Russolillo


Danza | Irene Russolillo, Roberto Lazzari, Ofelia Omoyele Balogun, Andrea Bouothmane


Video arte | Luca Brinchi


Musica Originale | Ehua


Disegno Luci | Daniele Davino


Documentario | Jeffrey Alex Attoh

Questi strumenti di espressione e comunicazione, i corpi e le voci dei giovani interpreti Roberto Lazzari, afrodiscendente italiano di origine brasiliana, proveniente dal balletto, Ofelya Omoyele Balogun, italiana nigeriana, proveniente dalle danze africane-caraibiche, Andrea Bouothmane, italiano tunisino, proveniente dall’electro, hip-hop e bone-breaking, in scena insieme alla coreografa e performer pugliese Irene Russolillo, incorporano momenti prima sconosciuti, poi familiari e, contagiandosi in questo incontro, un luogo di disagio, scoperta e possibilità di trasformazione, puntano ad assorbire i nuovi stimoli esterni, e invitano il pubblico a fare lo stesso, lasciando un canale aperto, per cui il dentro e il fuori si compenetrino spontaneamente.

 

Nelle musiche originali, realizzate dalla producer musicale e dj toscana-ivoriana Ehua, emergono echi e rimandi sonori delle tradizioni musicali italiane e africane. Dallo scacciapensieri siciliano, al canto ancestrale di tradizione pugliese, dalle talking drums, djembe e tamburi salentini, alle sonorità che hanno rivoluzionato la musica elettronica underground, come il gqom sudafricano, fino all’innesto di suoni gutturali e suoni prodotti dal corpo. Elementi sonori che evocano ed esaltano, in modo minimale o in maniera più riconoscibile, frammenti delle diverse culture e tradizioni, portatrici di idee e processi che fanno parte del nostro bagaglio di vita.

 

“Guardarsi allo specchio (che sia un oggetto o un’altra persona) è riconoscersi in un’immagine che va oltre il corpo ma che allo stesso tempo è il corpo, un’immagine che parla e ascolta, che sembra allontanarsi per poi tornare vicina, ponendo al contempo domande e risposte, in un continuo dialogo che oscilla, incessantemente, tra il caos e la quiete, alla ricerca dell’equilibrio,” racconta Johanne Affricot, ideatrice e direttrice artisica di Mirrors.

Le istallazioni video, curate dall’artista visivo e regista teatrale romano Luca Brinchi, pongono al centro i corpi, accentuati o rimodulati in nuove forme che allargano l’immaginario di quello che siamo, di chi siamo.

 

Nel disegno luci curato dal disegnatore romano Daniele Davino, sperimentazioni tecniche convivono con atmosfere rarefatte; geometrie e dinamiche spaziali, realizzate con elementi di luce led, contribuiscono a creare un’ambientazione viva, a tratti futurisica, che, insieme ai video, amplifica la dinamica di Mirrors.

 

Mirrors, intrepretato in lingua italiana, è sottotitolato in Amarico, Wolof, Inglese, Francese.

Partnership con le compagnie di danza locali

GRIOT e gli Istituti Italiani di Cultura di Addis Abeba, Pretoria e Dakar hanno avviato delle collaborazioni con alcune compagnie del territorio di danza contemporanea e africana tradizionale, i cui danzatori verranno inseriti all’interno della performance Mirrors, in un’ottica di vero e proprio incontro e scambio tra culture.

C’è la Destino Dance Company, ad Addis Abeba, che aprirà Mirrors con una première esclusiva del suo spettacolo, Dunya, coreografato da Junaid Jemal Sendi e Enqusilasie Demek; troviamo la ‘Moving Into Dance Mopathong’, a Johannesburg e la compagnia del Teatro Nazionale Daniel Sorano (Dakar). Prima della perforamance, tutti i danzatori locali parteciperanno a un workshop preparatorio di 2 giorni condotto dalla coreografa Irene Russolillo.

A conclusione della rappresentazione africana di Mirrors, verrà prodotto un documentario, diretto da Jeffrey Alex Attoh.

Mirrors, parte del programma di promozione integrata del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è prodotto da GRIOT e dall’associazione culturale L I T, con il sostegno e in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Istituto Italiano di Cultura Addis Abeba, l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, l’Istituto Italiano di Cultura di Dakar.